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Italia

Informazioni sul paese

Descrizione

Natura vera, ad un passo dal cielo

Indimenticabili giornate immerse nel verde, rilassanti passeggiate a piedi, escursioni, giri in mountain bike o il semplice dolce far niente nella magica atmosfera dei boschi. Percorrendo la valle di Fodom si incontrano incantevoli paesaggi ricchi di storia, che riportano alla mente momenti significativi del nostro passato.

Imponenti catene rocciose, fanno contorno ad incantevoli e ridenti vallate, ove lo sguardo si perde accarezzando i profili delle più alte guglie Dolomitiche. Una passeggiata tra i boschi, il silenzio, il gorgoglio di un ruscello, i magici colori delle stagioni, gli inconfondibili suoni della natura, portano la mente e l'anima tra realtà ed immaginazione.

(c)Arabba Fodom Turismo

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Belluno

Scoprite la Provincia di Belluno e godete delle ferie indimenticabili!

Informazioni:

La Provincia di Belluno (in bellunese Provincia de Belùn, in ladino Provinsia de Belum) è una provincia del Veneto di circa 214.000 abitanti.

È la provincia delle Dolomiti per eccellenza, comprendendo la maggior parte dei gruppi dolomitici.

È la montagna veneta che comprende molte regioni tra cui: l'Agordino, il Cadore, l'Ampezzano ecc. ed è attraversata dal fiume Piave.

Confina a nord con l'Austria (Tirolo e Carinzia), a est con il Friuli-Venezia Giulia (Provincia di Udine e Provincia di Pordenone), a sud con la Provincia di Treviso e con la Provincia di Vicenza, a ovest con il Trentino-Alto Adige (Provincia di Trento e Provincia di Bolzano).

Secondo l'indagine annuale de Il Sole 24 Ore, la Provincia di Belluno si è classificata al primo posto fra le province italiane per qualità della vita nel 2009 migliorando il secondo posto del 2008, migliorando altresì la posizione del 2007 che la vedeva comunque al quarto posto.


Protostoria

A Lagole di Calalzo, in Cadore, si trova un sito paleoveneto con i resti di un santuario dedicato ad una divinità sanante, risalente a circa il V secolo a.C. Un secondo sito di maggiori dimensioni è stato rinvenuto a Mel. La Necropoli di Mel, utilizzata in modo continuativo dai Veneti Antichi dall'VIII al V secolo a.C. fu scoperta nel 1958. Fino all'inizio degli anni ottanta sono state scavate circa 80 tombe, nel 1962 furono inoltre messi in luce, nella zona meridionale della necropoli, verso la strada provinciale che da Mel conduce a Belluno, sette recinti, definiti circoli; in seguito furono riconosciute le tracce di almeno altri due recinti parzialmente conservati. Molti reperti hanno rivisto la luce, soprattutto statuette di bronzo e un elevato numero di iscrizioni venetiche tuttora esposte al Museo della Magnifica Comunità a Pieve di Cadore e al Museo Civico Archeologico di Mel.

Storia

I primi insediamenti nella zona di Belluno furono favoriti dalla difendibilità del luogo, mentre prima dei quali il territorio era un luogo di passaggio, fatto di piccoli centri non stabili. Diversi sono poi i siti archeologici che testimoniano la presenza, già dall'età della pietra, di insediamenti umani. I primi abitatori stabili della zona furono i Paleoveneti, una popolazione di origine Indoeuropea. In generale reperti archeologici testimoniano una forte influenza della cultura celtica. Gli stessi Celti furono poi cacciati dai Romani, che a partire dal 181 a.C. dominarono l'intero Bellunese. Al declino dei Romani seguì un lungo periodo di conquiste, passaggi di mano, e invasioni. Una stabilità si ritrovò alla morte di Teodorico, che portò al declino dei Bizantini e ad una conquista longobarda. L'attuale Provincia di Belluno fu un territorio con diverse località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260. Dal 1420 al 1797 il Bellunese fa parte della Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1923 ha ottenuto Cortina d'Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana già parte dell'Austria Ungheria (Tirolo).

Geografia

Il lago del Sorapiss
Le Tre Cime di Lavaredo.
Monte Civetta.
Le tre Tofane da ovest (da sinistra: T. di dentro, T. di mezzo, T. di Rozes).
Il monte Antelao
Il Lago Fedaia (situato in Trentino) ai piedi del ghiacciaio della Marmolada

La provincia, molto estesa e quasi interamente montana, comprende le regioni geografiche del:

* Cadore,
* Feltrino,
* Alpago,
* Val di Zoldo,
* Agordino,
* Comelico,
* Ampezzano,
* Valbelluna.

Orografia

Gran parte della provincia è occupata dalle Dolomiti patrimonio dell'UNESCO, con le vette delle Tofane, delle Tre Cime di Lavaredo, del Monte Pelmo, del Monte Civetta, della Moiazza, del monte Antelao, del Cristallo, del gruppo delle Marmarole, del Sorapis, dei Cadini di Misurina, della Croda Rossa d'Ampezzo, del Sella della Marmolada e delle Pale di San Martino (queste ultime tre al confine con il Trentino). Nella parte più settentrionale è presente la catena delle Prealpi bellunesi con il Col Visentin, il monte Cesen, il Monte Grappa, il Col Nudo. Nella parte meridionale della provincia si estende la Valbelluna, la valle più ampia e maggiormente abitata della provincia in cui sorge anche il capoluogo e sulla quale si stagliano le Prealpi venete (Gruppo dolomitico della Schiara, Monti del Sole, Vette Feltrine, massiccio del Monte Grappa) qui si trova anche il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.
Idrografia

La provincia è ricca di corsi d'acqua. Il maggiore è sicurmente la Piave, con gli affluenti Boite, Cordevole, Ansiei, Maè, Terche, Ardo, Cicogna, Limana, Caorame, Vajont e Veses. Lambisce il Feltrino anche il fiume Cismon, affluente del Brenta. Nel passo della Mauria nasce il Tagliamento Numerosi sono i laghi, tutti inclusi nel bacino del fiume Piave, i maggiori sono quello di Santa Croce, il Lago di Misurina, il Lago di Alleghe, il Lago di Centro Cadore, il Lago Fedaia, il Lago del Mis e altri come il Lago del Corlo, il Lago di Busche, il Lago di Santa Caterina.

Centri abitati

I centri principali della provincia (oltre al capoluogo Belluno) sono: Feltre capoluogo del Feltrino, Cortina d'Ampezzo, Agordo capoluogo dell'Agordino, Pieve di Cadore capoluogo del Cadore, e i centri della Valbelluna come Limana, Mel, Pedavena, Ponte nelle Alpi, Sedico, Santa Giustina e Trichiana.

Economia

Un tempo l'economia del territorio era basata sull'alpeggio e su una povera agricoltura di montagna. Ora l'agricoltura è poco significativa, se non in ristretti settori d'eccellenza come la coltivazione del fagiolo nell'altipiano di Lamon (Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese).

Nel Bellunese è sorto uno dei distretti industriali più importanti del Nord-est, quello dell'occhialeria, in particolare nelle zone dell'Agordino e del Cadore. Ad Agordo ha sede la Luxottica, una delle industrie italiane più attive a livello internazionale. A Longarone è presente invece la Marcolin, il Gruppo De Rigo e il maggiore stabilimento della Safilo. Oltre al settore dell'occhialeria di fondamentale importanza sono i settori della refrigerazione industriale (Costan; Surfrigo, Zanussi) e dei sanitari (Ceramica Dolomite, IdealStandard).

Uno dei settori più importanti per l'economia è il turismo: la provincia può vantare alcune delle stazioni turistiche montane più note a livello nazionale, tra cui Cortina d'Ampezzo, Alleghe, Auronzo di Cadore, Falcade, Arabba, Sappada, Alpe del Nevegal e in generale le zone del Cadore e dell'Agordino.

la provincia di Belluno fa parte del club dei 15 cioè le quindici provincie italiane più industrializzate secondo questi criteri:

* alto reddito (20 mila euro per abitante - primo quartile per l'Italia);
* contributo dell'industria (comprese costruzioni) al valore aggiunto superiore al 35% - la UE 25 ha una media del 29% (Italia 28%) ed individua la soglia dei territori industriali al 30%;
* quota dell'occupazione industriale superiore al 40% - la UE 25 ha una media del 27% (Italia 31%).

smentendo così la nomea di provincia povera ed arretrata tecnologicamente

Specificità o autonomia


La provincia di Belluno occupa il 20% della superficie del territorio della regione Veneto e per lo più in una situazione geomorfologica di grande disagio con conseguente immenso dispedio di risorse per infrastrutture, servizi e salvaguardia del territorio. Nonostante gli incredibili sforzi economici di privati e amministrazioni locali, la differenza con le realtà confinati di Trento, Bolzano, Udine e Pordenone godenti di uno statuto speciale regionale e per quanto concerne il Trentino-Alto Adige anche provinciale, è spiazzante. La concorrenza di realtà che godono di finanziamenti a fondo perduto in numerosi settori, compreso il settore turistico e alberghiero, è sleale soprattutto se si pensa che la regione Veneto assegna alla provincia di Belluno solamente il 4,9% dei finanziamenti spettanti alle proprie province, pur rappresentando il Bellunese un quinto del territorio regionale.

Tutto ciò ha portato a un forte senso di disagio, in particolar modo i comuni confinanti con le realtà finanziariamente più avvantaggiate del Trentino-Alto Adige. Esempi eclatanti di referendum sulla questione sono:

Lamon, che il 30 e 31 ottobre 2005 ha chiesto di passare alla Provincia di Trento; Sovramonte, che, con gli stessi obiettivi, ha votato l'8 e 9 ottobre 2006; Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana e Cortina d'Ampezzo, che hanno domandato il 28 e il 29 ottobre 2007 di poter passare alla Provincia di Bolzano, con la motivazione ufficiale di voler riunirsi con la cultura ladina dell'Alto Adige; Sappada, che il 9 e 10 marzo 2008 ha votato per passare al Friuli-Venezia Giulia. Tale provocazione è stata fondamentale per portare a conoscenza il serio problema di cui soffre la Provincia di Belluno, la quale ha l'esigenza impellente dell'attribuzione di una specificità amministrativa, meglio ancora di un'autonomia al fine di ovviare al problema della gestione delle risorse, della gestione delle acque, della concorrenza sleale nel settore turistico e produttivo e del sempre crescente dramma dello spopolamento della montagna.

Minoranze linguistiche
I comuni riconosciuti nell'ambito della cosiddetta Ladinia

Nella Provincia sono presenti alcune minoranze linguistiche, tutelate dallo statuto provinciale:

* la minoranza ladina che è riconosciuta in 42 comuni della Provincia. I tre comuni di Colle Santa Lucia/Col, Livinallongo del Col di Lana/Fodom e Cortina d'Ampezzo/Anpezo sono territori che facevano parte dell'Austria-Ungheria e sono compresi nella Ladinia. La Ladinia storica non comprende però gli altri comuni riconosciuti di lingua ladina dalla legge 482/1999, che vanno a coprire assieme gran parte delle regioni storico-geografiche del Cadore, dell'Agordino e del Comelico.
* le minoranze germanofone dei comuni di Sappada/Plodn, provenienti dalla vallata austriaca contigua di Maria Luggau, e di Farra d'Alpago e Tambre, appartenenti al gruppo dei Cimbri presenti soprattutto nell'Altopiano di Asiago.

Fonte: Wikipedia

Veneto

Regione di Veneto!

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Informazioni:

Il Veneto (Vèneto /'vɛːneto/ in veneto, Venit in friulano, Veneto in ladino) è una regione italiana di 4.922.743 abitanti[1] situata nell'Italia nord-orientale e avente come capoluogo Venezia. Confina a nord con il Trentino-Alto Adige e l'Austria, a sud con l'Emilia-Romagna, ad ovest con la Lombardia, a est con il Friuli-Venezia Giulia, e a sud-est con il Mar Adriatico.

Per diversi secoli indipendente sotto le insegne della Repubblica Veneta, dopo una breve parentesi austriaca e francese (1797-1814), e quindi nominalmente autonoma per alcuni decenni come Regno Lombardo-Veneto sotto l'Austria, il Veneto è stato annesso al Regno d'Italia nel 1866. Ancora oggi, oltre all'italiano, la grande maggioranza della popolazione parla veneto, spesso come madrelingua ed è l'unica regione in Italia insieme alla Sardegna in cui gli abitanti sono riconosciuti dal Parlamento Italiano come popolo.

Per lungo tempo terra di povertà ed emigrazione, il Veneto, grazie a un notevole sviluppo industriale, è oggi una delle regioni più ricche d'Italia. Inoltre, grazie al suo patrimonio paesaggistico, storico, artistico ed architettonico è, con oltre 60 milioni di presenze turistiche all'anno[2], la regione più visitata d'Italia.

Fonte: Wikipedia

Info

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